
A perfect and absolute blank!
Realizzato nel 2023
Il lavoro nasce dall’esigenza di dare un’immagine ai fondali degli oceani e di raccontare il vuoto che lo accompagna.
A perfect and absolute blank! è una frase che deriva dal libro di Lewis Carroll The Hunting of the Snark del 1876. Nel libro Carroll scrive:
“Aveva comprato una grande mappa che rappresentava il mare, senza la minima traccia di terra: e l’equipaggio fu molto contento quando scoprì che era una mappa che tutti potevano capire. […]
Ma dobbiamo ringraziare il nostro coraggioso Capitano, per aver comprato la migliore: un perfetto e assoluto vuoto!”
Con l’avvento del Data Science, la scienza ha smesso di focalizzarsi sull’immagine ottica, non attendibile come un tempo, ma ha iniziato a basarsi unicamente sui dati numerici che ci permettono di avere chiaro l’intero ecosistema puntualmente e nei minimi dettagli. Questi dati però sono avvolti da un involucro burocratico che ne limita la fruibilità e la divulgazione. Le prime spedizioni nei fondali marini rivelano una disillusione per la conquista del suolo, il fisico ed esploratore Auguste Piccard infatti nella famosa spedizione del batiscafo Trieste rimane deluso dal vuoto che vede davanti ai suoi occhi. Nella prima fase del mio progetto ho ripercorso questa frustrazione riportando alla luce delle fotografie d’archivio delle spedizioni di Piccard nel fondale del mare di Capri. Gli scatti rappresentano un assoluto vuoto, una rappresentazione visiva della delusione, lontano dai racconti sognanti di Jules Verne.
In una seconda fase perciò ho voluto interrogare il mezzo fotografico per affrontare tale delusione e trasformarla in una possibilità metafotografica.
Utilizzando delle polaroid 600 ho manipolato al buio, in camera oscura, il liquido di fissaggio presente nelle sacche retrostanti, senza avere idea del soggetto, così come non ho idea dell’aspetto del paesaggio oceanico. Una volta asciugatosi il liquido smette di essere sensibile alla luce diventando inerte. Il risultato rivela un fondale dato dall’assenza di luce, lo sviluppo crea un’immagine anche se la fotografia non è mai stata scattata.
Questo gesto mi ha permesso di avere l’immagine del fondale oceanico colmando il mio vuoto.



